Rieccoli. Sono arrivati puntuali come la morte (non vuole essere un macabro giro di parole il mio). Stavolta dal mare con i gommoni. La prossima chissà. Il terrore ad uso e consumo di chi sta in vacanza, ad uso e consumo dei “telespettatori” occidentali, coloro che guarderanno su internet filmati ripresi da cellulari e camere di altri turisti o, magari, di gente che era appositamente lì ad aspettarli. Chi può dirlo? Comunque ha poca importanza. Ciò che conta è l’effetto finale. Sempre quello: instillare nell’animo il terrore, la paura, l’insicurezza. Cosa c’è di meglio, infatti, che spargere il terrore per ottenere una generosa offerta di limitazione della propria libertà in nome della sicurezza? Agiscano essi in Siria, in Tunisia o in Francia non è poi così importante. Tanto nell’epoca dell’immagine l’effetto è il medesimo. L’importante è l’effetto che la cosa ha. E l’effetto è sicuro. Fa parte di un piano a vasto raggio. L’insicurezza è quella economica, di una politica oramai inesistente, di un senso di frustazione dovuta al disagio sociale chiaramente voluto, di un riversamento di futura manodopera a basso costo sulle coste europee fatto letteralmente strappando dal loro territorio migliaia di persone, cosa quest’ultima fatta o coercitivamente in modo diretto oppure tramite guerre che costringono ad una fuga veloce. In “Occidente” non ci si domanda mai chi finanzia il “terrrorismo” e perché, tranne in pochissime eccezioni. Gruppi perfettamente armati, non contrastati dagli eserciti che si sono spinti fino al lontano Afganistan dove, sia chiaro, si andava solo per “aiutare” le popolazioni locali. Quando gli europei si sveglieranno? Quando capiranno che è ora di prendere a calci questi succedanei di Governi fantoccio messi lì ad hoc? Quando si ribelleranno a questo stato di guerra subdola che stanno subendo e che li ridurrà sempre più in uno stato di sudditanza? Temo mai, speriamo che mi sbagli.
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