Volete libero Gesù o Barabba?

Volete libero Gesù o Barabba?

La frase di Draghi rivolta ad un “giornalista” «Preferisce la pace o il condizionatore d’aria acceso?» non è così banale come molti commentatori hanno chiosato. E questo non perché non lo sia nel suo assunto, molto simile a “volete libero Gesù o Barabba” di biblica memoria, bensì perché cela dietro semplici parole disgiuntive ben altro di ciò che si suppone voglia significare. Ad una poco attenta analisi, infatti, potrebbe sembrare che dietro tale semplicistica domanda si voglia poter giustificare le future restrizioni economiche in primis, e sociali in secundis, a causa del solo conflitto ucraino per porre in atto uno stato d’eccezione permanente (che di fatto c’è già). In realtà è quello che si vuole che venga creduto da parte dei contestatori della narrazione corrente. Questo perché non si tiene presente quale che sia il vero obiettivo della guerra nel vecchio continente, ossia la sua stessa distruzione. Questo fine c’è e rimane a prescindere dalla guerra, che è solo uno dei mezzi per attuarla. Se non ci fosse la guerra (o assieme ad essa) i metodi per farlo li troverebbero comunque, e le restrizioni economiche sarebbero fatte per altre cause. Ad esempio con un nuovo lockdown dovuto ad una nuova (comunque assai probabile) “pandemia”. Quindi quella domanda disgiuntiva serve solo a dare una sorta di giustificazione per la messa in atto di un piano, ben studiato in precedenza, che prescinde dal mezzo usato per portarlo a termine. Per capirci è come dire: «Preferite il dilagamento a vista d’occhio del virus o il lockdown totale per porvi argine?». Qui la scelta è fra due cose entrambe negative, nel primo caso invece è fra due cose positive come la “pace” e il “condizionatore”, quindi sembra essere meno restrittiva. Dovete essere pronti a fare sacrifici, sacrificare le vostre cose e libertà se volete che si ritorni ad un clima di pace e tranquillità per tutti. Ma, ovviamente, questo non è vero.

I dimenticati

I dimenticati

Nell’ormai lontano 1959 uscì un film comico firmato da Steno (Stefano Vanzina) dal titolo “I tartassati”. Un piccolo capolavoro di comicità per raccontare i tentativi di un ricco negoziante (Totò) di evadere il Fisco facendosi beffa di un finanziere (Aldo Fabrizi), anche attraverso i consigli maldestri di un consulente fiscale (Louis de Funès). Il film metteva ben in evidenza la “lotta” tra lo Stato e il piccolo imprenditore italiano, generalmente visto come furbetto ed evasore fiscale.

Quello rappresentato nel film era un altro mondo, un mondo che non esiste più. All’epoca infatti poteva essere vero quanto raccontato in modo arguto dagli sceneggiatori; e questo tanto perché le condizioni generali del Paese erano ben diverse, quanto perché il sistema economico si basava su presupposti totalmente differenti da quello attuale. Alla fine degli Anni 50 la pressione fiscale italiana aveva raggiunto il 23,8 per cento (pressione fiscale, calcolata quale percentuale delle entrate tributarie rispetto al reddito nazionale), mentre nel quarto trimestre dello scorso anno ha raggiunto l’incredibile livello del 52 per cento. Fare il “piccolo imprenditore” non ha dunque più lo stesso significato e oggi si potrebbe quasi affermare che le parti in gioco si sono invertite (le ragioni sono molto complesse e non posso dilungarmi qui a spiegarne il perché, a partire dalla separazione di Banca d’Italia dal Tesoro operata nel febbraio del 1981 per volontà dell’allora ministro del Tesoro Beniamino Andreatta e dell’allora Governatore di Banca d’Italia Carlo Azelio Ciampi).

Oggi le piccole e medie imprese italiane (quelle per capirci che sono rispettivamente sotto i 50 e 250 occupati), per non parlare delle micro (quelle con meno di 10 dipendenti) sono la parte produttiva del Paese che maggiormente soffre delle rigide imposizioni fiscali dovute per lo più dai dettami europei (“Ce lo chiede l’Europa”, il mantra che meglio di ogni altra cosa rappresenta questo salasso) e dalle ulteriori restrizioni (non casuali) dovute alla “pandemia” in corso.

Ho già scritto altrove (ad esempio qui) della distruzione sistematica del tessuto produttivo italiano nel corso degli ultimi 40 anni, pertanto è più interessante qui trattare di quanto sta accadendo in questo periodo.

In questo primo anno (non è un refuso) di “pandemia” i cosiddetti “ristori”, ossia gli aiuti economici, previsti dai governi Conte e Draghi per le imprese ed i lavoratori autonomi ammontano a 64,7mld di euro. Di questi secondo l’Ufficio studi della Cgia di Mestre solo 29 sono stati finora erogati. E questo a fronte di perdite subite per 423miliardi di euro. Dunque gli aiuti finora rappresentano appena il 7 per cento delle perdite subite. Pertanto è chiaro che non v’è alcun interesse a supportare la micro, piccola e media impresa. Anche perché tutte le incombenze economiche che continuano a gravare sulle stesse (affitti, bollette, tasse e spese varie) non sono state sospese o ridotte.

L’unica luce che viene data alla gente per tornare alla “normalità” qual è? Ma ovvio, il vaccino! Solo il liquido salvifico permetterà a tutti di tornare ad operare come prima. Salvo varianti che “potranno” sopraggiungere, e salvo la sconsideratezza della gente “irresponsabile” che causerà nuove restrizioni. Dunque, care partite IVA e piccoli imprenditori, divertitevi per i prossimi due mesi estivi, che poi l’autunno (quello meteorologico) arriva. Quello vostro imprenditoriale è già stato scritto e oramai siete considerati oltre l’inverno. La vostra tomba è già stata scavata dai grandi gruppi internazionali (in mano alla solita élite che vi vuole morti). E il bello è che non ve ne rendete ancora conto e continuate a lamentarvi perché state morendo pur avendo rispettato “le regole”. Le loro.

 

P.S.: questo breve pezzo m’è sfuggito, per così dire dalla penna, dopo aver visto lo sfogo di questa donna nel filmato qui sotto.

 

 

Benvenuti in Italialand

Benvenuti in Italialand

Il tam tam mediatico sull’importanza salvifica della campagna vacci-anale 😏 sta decisamente dando i suoi frutti. Ora, oltre alla gente che è stata lobotomizzata e che, stremata da un anno di cazzate e soprusi di ogni genere, chiede a gran voce di vaccinare subito tutti per uscirne, si vede bene l’effetto sull'”alta classe” politica italiota. Dalle cariche più alte, che lodano il salvatore della Patria che ha detto che vi dovete abituare negli anni a venire a farvi siringare, perché ci saranno sempre nuovi virus, ops, scusate, volevo dire nuovi metodi di governo delle masse belanti, alla bassa manovalanza (altrettanto inetta) che fa a gara a far vedere che sta facendo tutto il “proprio dovere” per marchiare le bestie. E allora è una profusione di furbetti che sgomitano per avere 5 dosi del liquido salvifico in più (prima erano le mutande facciali, alias mascherine), o che fanno vedere in tivvù quanto sono stati bravi e  solerti  ad aver marchiato i propri concittadini. Il tutto con il plauso o la riprovazione della casalinga di Voghera di turno (leggi Myrta m’inginocchio sdegnata mago Merlino) che dispensa “buon senso” a profusione.
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E pur si muove

E pur si muove

Allora, è un bel po’ che non scrivo più qui sopra. Purtroppo, aggiungerei. Di cose ne sono successe molte in questo periodo, e sono piuttosto importanti. Il mondo sta cambiando, velocemente.
A parte la “crisi dei migranti”, che poi tanto crisi non è (ne ho parlato svariate volte di come fosse un atto programmato a tavolino), c’è stata l’elezione negli Stati Uniti di Donald Trump. Non è cosa da poco perché vuol dire che c’è in atto uno scontro di poteri come non se ne vedeva da trent’anni. I risultati si vedono nella politica internazionale (Siria, Corea) e in quella europea. L’attacco al cagnolino da guardia europeo, la Germania, per capirci, non è casuale. Dopo la parziale vittoria in Francia del petit Napoleon, è stato un segnale ben preciso. Per non parlare del “permesso” dato in Italia alla formazione del governo tra 5 Stelle e Lega.
In pratica quello che sta avvenendo è lo scontro tra due potentissime fazioni di massoneria. Si è visto bene con l’attacco compiuto da Draghi e Visco a Savona (che fa parte dell’altro ramo massonico rispetto ai primi due). Due mondi che si stanno scontrando a livello planetario in pratica. Si è visto un assaggio allorquando le petit Napoleon ha abbracciato, carezzato e baciato lui il Papa (sono della stessa parrocchia) e poi, recentemente, è stato a sua volta bastonato (la storia del suo amichetto beccato con le dita nella marmellata, non a caso). In pratica siamo solo all’inizio di qualcosa che è ancora molto aperta e dall’esito incerto. In tutto questo c’è Putin che sta a guardare alla finestra e sicuramente spera che “prevalga” la parte di Trump. La Cina aspetta. Nella Chiesa pure c’è scontro, tra el Pope (messo lì da quelli forti di prima) e quegli altri che cercano di combattere. Infine c’è la Mafia, che ancora non s’è mossa. Almeno all’apparenza.
Insomma, comunque la si metta, siamo in balia delle onde causate dagli altri. Tocca barcamenarsi e cercare di galleggiare nella… . Diciamo che, comunque, è sempre meglio dei trent’anni di pensiero unico voluti dai primi. Se non altro in questo senso un cambiamento in positivo c’è stato. S’è mosso qualcosa. Finalmente. Speriamo solo che non ci sommerga tutti.
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