Trent’anni di transizione, a nostra insaputa

Io ho sempre ritenuto la nostra attuale classe politica come inadeguata all’evolversi della situazione storica. I motivi sono molteplici, ma in questo articolo è ben spiegato cosa sia avvenuto negli ultimi 30 anni, dalla caduta del Muro in poi. Anzi, a partire da prima di essa. Il Capitale dell’epoca preparò a tavolino la transizione del mondo dal periodo storico dell’Unione Sovietica a quello post stato totalitario, favorendone il collasso interno ed esterno. Non fu di certo un caso l’elezione a Pontefice di Karol Wojtyla (guarda caso primo Papa non italiano dopo 455 anni), e la morte del suo predecessore Albino Luciani. Occorreva che la Chiesa favorisse determinati fenomeni rivoluzionari ad Est e il cardinale di Cracovia faceva all’uopo.
Da noi, come dicevo, la vecchia classe politica non capì cosa stesse avvenendo e fu lentamente, ma inesorabilmente messa da parte, anche con il famoso processo di “mani pulite”. Che i partiti prendessero finanziamenti illeciti lo sapevano tutti da sempre, ma non fu un caso che si fece scoppiare lo scandalo all’epoca in modo da spazzare via quel che restava della politica venuta fuori nel dopoguerra. Occorreva mettere al comando uomini “nuovi”. Fu così che i pupilli dei vecchi politici videro l’occasione per farsi avanti, pensando di essere gli interpreti di un rinnovamento che  in realtà era pilotato, in gran parte a loro insaputa. Soprattutto nella Sinistra il fenomeno prese piede e fu così che gente come D’Alema andava a Londra a sentire cosa dicevano i “mercati”. Proprio quei mercati che avevano architettato il tutto. Questa nuova “classe” politica fu in parte usata e in parte si riprodusse con tutta una serie di parvenu e gente incompetente che non faceva altro che assecondare il gioco del Capitale. Quest’ultimo, pian piano, si trasformò in Capitale finanziario, prendendo progressivamente il posto di quello tradizionale, grazie anche all’abolizione del Glass-Steagall Act da parte di Bill Clinton. Il Capitale finanziario ha da allora progressivamente favorito in tutti i modi possibili la propagazione della globalizzazione, a partire dalla creazione (ovviamente già da lungo tempo programmata) dell’Unione europea che non a caso, al di là delle belle parole usate per far credere alla gente ad un progetto che in realtà non è mai esistito nelle intenzioni di chi l’ha creato, è di fatto solo quella dei capitali internazionali, liberi di fare e disfare a proprio piacimento ciò che vogliono. Per questo scopo è stata favorita una “classe” politica di inetti e parvenu, affinché mettesse in atto il compito sporco di eliminare tutte le resistenze costituite dai diritti socio-economici ottenuti nel secolo scorso, attraverso dure lotte sociali e sindacali. Quando poi le posizioni si sono rafforzate sufficientemente, il nuovo Capitale finanziario ha deciso che era giunto il momento di mettere direttamente propri uomini al comando degli Stati nazionali, ritenendo non più necessario utilizzare i polli da batteria che erano cresciuti nel corso degli ultimi anni. Così si è creata una propria “classe politica” rappresentata dai vari Monti, Rajoy, invece di Junker o Tusk nelle istituzioni europee, o ha favorito i parvenu come Renzi, permettendogli di arrivare alle leve del comando con una certa facilità. Oppure ne crea in laboratorio in tempi ristrettissimi per contrastare eventuali focolai di ribellione che si manifestano attraverso il consenso dato a personaggi “populisti” come la Le Pen, e crea dei veri e propri esseri artificiali come Macron. I pochi veri politici internazionali rimasti, leggi Merkel in Germania, sono al servizio della propria élite finanziaria nazionale che ne alimenta il potere. Certamente questa è una classe politica ancora di vecchio stampo, ma totalmente venduta ai voleri della classe finanziaria, quindi il discorso non cambia se non per il fatto che riesce ancora a mediare con la seconda per poter mantenere una certa autonomia decisionale politica che la rende, almeno all’apparenza, efficiente ed autonoma davanti al popolo. In altre parole, in modo intelligente, dà a vedere di dare un colpo al cerchio e l’altro alla botte concedendo finte politiche sociali, mentre di fatto favorisce il Capitale che la comanda (come è sempre avvenuto storicamente). Tuttavia il malessere sociale si manifesta anche in questo Paese appunto in Francia con la Le Pen) e si cerca di arginare il fenomeno attraverso il discredito e fomentando paure di ogni genere. Ad esempio il fenomeno terroristico di stampo “islamista” è una delle forme messe in atto dal Capitale per orientare le masse verso un maggior controllo spacciato per maggiore sicurezza e, nel contempo, per distrarre l’opinione pubblica da ciò che si sta attuando realmente. Si dà in pratica un nemico esterno verso cui riversare il proprio malcontento e si deviano le paure verso un fenomeno creato ad hoc, con la complicità dei Servizi di mezzo mondo. Anche se qui si aprirebbe un altro capitolo inerente l’utilizzo dei Servizi di mezzo mondo a scopo di battaglia fra gruppi di potere nazionali e sovranazionali. 
Nel contempo nell’ambito sociale si promuovono tutta una serie di “armi di distrazione di massa”, come finti scandali di cui far parlare l’opinione pubblica per mesi (vedi quello recente degli abusi sessuali nel mondo dello spettacolo), oppure si promuovono cause di principio anche giuste, come il matrimonio per gli omosessuali, ma usate al solo scopo di “distrarre” un’opinione pubblica becera e poco attenta da quelli che sono i reali problemi che dovrebbe tenere sotto controllo. Oppure si fa discettare la gente per mesi sullo Ius soli, cosa già regolamentata e che si potrebbe, al limite, rivedere nelle sedi opportune con semplici modifiche marginali. Cosa c’è di meglio che parlare di “Stepchild adoption”, usando volutamente termini inglesi per confondere ancor più le idee a chi già è molto “disattento” di suo. In pratica è il concetto dello stolto che guarda il dito e non la Luna. Ti fomento l’opinione pubblica su cose marginali, che faccio parlare e scannare su cose del tutto marginali, o che comunque potrebbero e dovrebbero essere affrontate con altri tempi e in altri modi, per non fargli cogliere il momento storico che gli si sta imponendo e ciò che gli si sta facendo passare sotto il naso.
In pratica è il vecchio concetto usato dai Romani del “divide et impera”, dividi e comanda, cosa c’è di meglio per controllare un popolo che si sta sempre più “webetizzando” (per usare un termine di un giornalista italiano)? Il popolo lo si vuole, ovviamente, tenere nell’ignoranza, perché un essere che non sa, non si pone domande e non pensa troppo. Quindi meglio il calcio o il Grande fratello, piuttosto che Maria De Filippi o Domenica in, versione moderna. Oppure ci sono i social media come Facebook, potentissimo mezzo dove questa politica del caos è messa in atto all’ennesima potenza. Tutto e il contrario di tutto, dai gattini alle false notizie, dalle finte petizioni per vedere se si è sensibili a determinati argomenti, al “siamo tutti Charlie Hebdo”, usato per vedere chi è influenzabile e su quali argomenti per l’appunto. E direi che da questo punto di vista il successo è massimo. Una marea di esseri influenzabili, che non vogliono sforzarsi di pensare e passano le proprie giornate a cliccare sullo schermo di un cellulare, nella falsa illusione di sentirsi ancora vivi, ma ignorando, purtroppo, di essere stati uccisi già da tempo. Me compreso!

 

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